Finalmente migliorano i numeri de “La Terra dei Fuochi”!

Creato Giovedì, 12 Febbraio 2015 11:57

Per decreto ora è appena 15 ettari.

Per tutelare la salute dei cittadini, garantire le imprese che operano sul territorio e salvaguardare l'ambiente è stata effettuata in 57 Comuni della Campania una mappatura (anche attraverso gli strumenti del telerilevamento) dei terreni destinati all’agricoltura, finalizzata ad accertare l’eventuale esistenza di effetti contaminanti a causa di sversamenti e smaltimenti abusivi.

Grazie a tale mappatura sono stati individuati 51 siti sui quali effettuare indagini dirette e assumere misure di salvaguardia atte a garantire la sicurezza delle produzioni agroalimentari.

Proprio per intervenire in modo più incisivo e mirato, è stato avviato un percorso condiviso che ha coinvolto i diversi Ministeri competenti (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Ministero della Salute), che ha portato alla firma di un decreto interministeriale per l’interdizione di alcuni terreni dall’uso agricolo nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”.

In considerazione dei nuovi risultati, sono stati definiti:

  • 1. i terreni che possono essere destinati alle produzioni agroalimentari
  • 2. i terreni che possono essere destinati solo a determinate produzioni agroalimentari
  • 3. i terreni che non possono essere destinati alla produzione agroalimentare (ma esclusivamente a colture diverse in considerazione delle capacità fitodepurative)
  • 4. i terreni che non possono essere utilizzati per la produzione agroalimentare o silvopastorale

Riguardo ai terreni di cui al punto 4, nello specifico non sarà più possibile coltivare frutta e ortaggi su 15 ettari di terreni agricoli della Terra dei fuochi che equivalgono a 150mila metri quadrati.

Questa porzione sottoposta a divieto di coltivazione rappresenta fortunatamente una piccolissima parte del territorio compresa tra 88 comuni considerati a rischio nell’intera Regione Campania. Per i restanti 31 comuni le indagini continuano e nel frattempo vige il divieto temporaneo di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli che non abbiano ricevuto un nulla osta specifico dall'Asl di appartenenza.

Molto importanti anche i dati legati alla mortalità per tumore: al riguardo restano da analizzare aria e acqua. Al momento i risultati delle varie indagini, sono ancora divergenti ma almeno si può dire che la causa del dramma non sono i prodotti agricoli. È già qualcosa, dopo anni di denunce non sempre fondate. 

Le analisi hanno escluso che i prodotti agricoli siano alterati, e questo è sicuramente una buona notizia che aiuterà le produzioni agricole campane che stanno soffrendo molto in termini di immagine.

La notizia sul sito del Mipaaf link